Storia e splendori di un territorio in
pieno sviluppo
E' singolare inoltre che questa struttura aperta, che
poi ha la sua logica corrispondenza nella triade
pascolo-coltivo-campo, dissoltasi dopo il X sec. con
l'incastellamento, riappaio nella seconda metà del XIX
sec. quando le campagne sono state liberate dal fenomeno
del brigantaggio, che ha visto figure mitiche quali i fratelli
Pomponio di Liscia, per poi declinare di
nuovo per effetto soprattutto del fenomeno migratorio
avviato tra le due guerre mondiali.
In questo contesto articolato trovò un accesso
particolarmente facilitato la riorganizzazione
benedettina intorno ad alcuni monasteri, spesso
associati a culti mariani che tutt'ora sopravvivono, in S.
Maria del Monte a Castiglione Messer Marino, S.
Maria di Materdomini a Fraine e S. Maria
della Valle a Carunchio, o di cui resta il
ricordo in S. Maria di Vallerotana a Schiavi
o nel S. Angelo in Cornachano di Fresagrandinaria.
Quella dei monasteri esemplifica anche la delicata fase
di passaggio dal tardo antico, reinterprete di culti
remoti, nel rupestre S. Michele a Liscia,
dalle evidenti permanenze lustrali, o in Silvano-Silvestro
a Fraine e Cosma e Damiano a Lentella,
favorendo la localizzazione di chiese campestri e grange
nei pressi o sopra, come il S. Antonio di San
Buono, sorgenti e fonti frequentate dall'antichità.
Ancora la natura sostanziale aperta del territorio e la
struttura diffusa del suo insediamento sono alla base
dell'elevato regime di scambi con le aree limitrofe che,
oltre a quelle d'oltremare già richiamate, riguardano
il contiguo Molise da cui provennero dinastie di
artigiani talvolta divenuti autoctoni. |