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Storia e splendori di un territorio in pieno sviluppo

A ciò va aggiunto il gran numero di altri villaggi, oggi scomparsi, che facevano parte dello stesso sistema da Monteacuto di Gissi a Caslaforzato e Castelmoro tra Furci e S. Buono fino a Frainelle in territorio oggi di Castiglione, e ai due caposaldi di vertice, dove i due fiumi Treste e Sinello cioè sorgono quasi insieme, di Castel Trasuolo e Castel Fraiano che controllavano anche l'accesso nel territorio del tratturo Ateleta-Biferno.

Che ci si possa trovare oggi di fronte ad un tessuto insediativo fatto di pochi abitati dotati di sede comunale è quindi un'impressione del tutto fuorviante:il territorio era in realtà letteralmente costellato di piccoli villaggi e casali, oltre 30 prima dei recenti abbandoni nella sola Roccaspinalveti, che documentano ancor, dal punto di vista dell'archeologia del paesaggio, un uso arcaico del territorio fatto di micro-insediamenti rurali diffusi già attestati in fase italica che si riconoscevano in luoghi di culto collettivi, parte di sottosistemi locali come quello di Fonte S.Nicola a San Buono o nelle necropoli o di più ampi sistemi sovraterritoriali, come quello di Schiavi il cui centro sacrale rientra nel più vasto contesto che faceva capo a Triveneto e Pietrabbondante.

Se non è del tutto evidente, e forse non lo era neanche nell'antichità, data la natura dell'insediamento, quale fosse la delimitazione tra Frentani, Carnicini e Pentri come non è chiaro chi fossero quei Lucani che occupavano tra le Valli del Sangro e del Sinelo la zona di Tornareccio, è evidente invece questa struttura insediativa diffusa su cui avrà poco effetto la stessa riorganizzazione agraria romana fatta di grandi ville rustiche o quella tardo-antica.
 
 
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