Storia e splendori di un territorio in
pieno sviluppo
I tratturi, particolarmene dopo la riforma aragonese, e
dunque dopo il XV-XVI sec., favorirono il disboscamento
per realizzare pascoli, alterando l'originale spessa
copertura forestale nelle aree interessate sostituita
con un tessuto di pascoli d'alta quota che
costituiscono, dopo la triade su accennata, forse il
secondo e più importante documento di archeologia del
paesaggio del teritorio e questo non solo per gli
aspetti più strettamente sociali, come le attività
indotte collateralmente al servizio della transumanza,
cioè la lavorazione di ferro e legno ancora notevoli a Castiglion
Messer Marino, ma soprattutto per avere creato un
biotipo ormai specializzato in cui sopravvivono aspetti
della fauna e flora del tutto originali e specifici di
questo tipo di ambiente (tra cui alcune orchidacee).
Se i tratturi tagliano il territorio in senso
trasversale nord-sud, la sua forma longitudinale,
nord-est/sud-ovest, è il risultato invece della
morfologia dei luoghi, considerato come dalla dorsale di
Mone Pallano, che con i suoi quasi 1000 metri di
quota divide il territorio dalla Valle del Sangro,
si dipartono parallelamente due dorsali minori prossime
ai 700 metri, ma con quote massime viene ai 1400 metri
sulla montagna di Roccaspinalveti, che sono il
risultato dell'azione erosiva, su formazioni
geologicamente recenti, dei fiumi Sinello e Treste. |