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L'Organo monumentale nella chiesa di S. Giovanni Battista
Interessante esempio di organo con il registro delle zampogne
figurato (due putti di recente sottrattti), originariamente era
situato sulla porta d'ingresso in cantoria ed è stato
successivamente trasferito nel 1792 sul coro absidale, per
difenderlo dai fulmini e assicurargli una migliore resa
acustica.
Lo strumento risulta costruito da Liberatore Pallotta
organaro in Agnone nel 1692 su ordinazione di G. B. Rinaldi,
mentre all'interno dello strumento dalla parte della secreta compare
una scritta che ne attribuisce la paternità o una successiva
ricostruzione a Francesco d'Onofrio di Caccavone, oggi
Poggio Sannita, nell'anno 1775, che lo dotò di
particolari accorgimenti tecnici di straordinario valore armonico,
tanto da renderlo uno strumento eccezionale per tutta l'Italia
centrale.
Interamente intagliato con ricche cornici e cimase in oro e verde
barocche rivela nell'insieme influenze della scuola napoletana che
lo ricondurrebbero per questo alla tradizione locale legata più che
altro ai Cefalo di Vasto e al loro caposcuola
partenopeo Felice Ciumino. Imponente meccanica arricchita da
un registro ad acqua che imita il canto degli uccelli (uccelliera),
ha un principale costruito sulla sequenza 9+9+9 su tre campate
decorate in facciata. |
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